I fratelli Pier Giacomo e Achille Castiglioni firmano il Radiofonografo stereofonico RR126 (1966) dalla forma antropomorfa,
che non rinunciava però al rimando alla tecnologia e che sarà uno degli status symbol del decennio ’60 ed uno dei pezzi più ricercati del modernariato degli anni ’80 e ’90.
Un obiettivo preciso di quegli anni era la ricerca della modularità nella progettazione: il progetto per l’RR126 documenta questa tendenza.
Un “oggetto spazio” autoportante in modo da sembrare sospeso nell’aria componibile in tre configurazioni diverse a volumi separabili